Nella Missione di Marco, che oltre ad aver bisogno di tanto aiuto, per la realizzazione dei tanti progetti della missione, dal 2003 in collaborazione con l’Associazione “Il padre pellegrino” nata per sostenere Marco, la nostra associazione invia annualmente la quota di adozione per sei ragazzi .
Questo sostegno ha comportato tra l’altro l’adozione di:
Attualmente il nostro sostegno è destinato a:
Arianny Adriano de Olivera: nata l’11 marzo 2011
la sua famiglia è molto povera e spesso viene aiutata da persone caritatevoli. Arianny è intelligente, ama giocare con le bambole. La bambina è esterna.
Nayara de Paula Barbosa: nata il 6 febbraio 2006
la sua famiglia è numerosa e molto povera.
Suo padre è più presente della madre nell’educazione dei figli, cosa molto rara in Brasile.
Nayara ha due fratelli in missione: Guilherme e Vinicius, Nayara ama molto giocare a bambole, è dolce e carina.
Kaua Vitor de Paula: nato il 14 aprile 2006
si trova in missione col fratello Ryan di tre anni più piccolo. La mamma non sa chi sia il padre e non ha una casa per accogliere i figli, così durante le ferie vengono ospitati da alcuni volontari della missione.
Kaua è un bambino timido e molto triste a cui piace molto pescare e nuotare: il bambino è interno.
Brener Junio Murad dos Reis : nato il 10 aprile 2007
è fratello di Bruno anche lui ospite al san Michele.
La famiglia è molto povera, riesce con difficoltà a soddisfare i bisogni essenziali e i bambini arrivano a scuola sempre con molta fame. La madre sembra avere problemi mentali. Brener è molto intelligente, ma ha un temperamento difficile, ama le cose fatte a modo suo. E’ molto bisognoso di affetto
Pedro Rafael de Souza Almeida
Nato nel 2012, Pedro è un ragazzo che vive in una famiglia molto difficile. La mamma, a causa delle continue aggressioni del compagno, se n’è andata lasciando soli tre figli e nessuno sa dove sia andata ad abitare.
Il padre cresce con molta difficoltà i bambini, tenuto conto che il lavoro lo costringe a viaggiare molto, per questo conta molto sull’aiuto del San Michele e sulla scuola di San Francesco d’Assisi.
In mezzo a queste difficoltà Pedro si dimostra educato, affettuoso, intelligente e soprattutto volenteroso.
Bruna de Fatima Souza
Nata nel 2014, Bruna è una bambina molto allegra e intelligente, abita con la mamma ed i fratelli.La mamma è dedita alla droga e alcool ed ha tentato il suicidio; a volte esce di casa e non si fa vedere per giorni. Spesso la trovano nella casa dei vicini o dagli zii, che a loro volta vivono nella stessa situazione.
I bambini sono stati affidati al San Michele dove trovano aiuto nelle loro necessità, amore e affetto, cibo, cure mediche e istruzione.
A seguito della conoscenza fortuita di una signora impegnata nella “MISSIONE CALCUTTA ONLUS” che ha sede in Scanzorosciate, dalla quale abbiamo avuto un’ottima impressione di serietà e concretezza, abbiamo deciso di sostenere questa Onlus con due adozioni a distanza del valore di 250 euro cadauna all’anno e un contributo a sostegno della scuola sita nella Missione.
Come è risaputo, Calcutta è una regione estremamente povera dove i bambini, ma in generale tutta la popolazione, è destinata ad una vita breve e tormentata per mancanza del minimo indispensabile alla sopravvivenza.
E’ noto a tutti il lavoro svolto in questa terra da Madre Teresa che ha dedicato tutta la sua vita ai poveri di questa città infernale.
La popolazione di questo Paese ha da tempo superato la soglia del miliardo ed è in continuo aumento a seguito delle immigrazioni dal vicino Bangladesh di disperati che tentano di sfuggire alle calamità naturali come cicloni e inondazioni alternate a periodi di grande siccità. A ciò si aggiungono gli aborigeni delle foreste del Bengala che fuggono dalle loro terre a seguito dello sfruttamento indiscriminato del loro habitat ormai privo delle già scarse risorse di sopravvivenza.
Questa gente che vive a Calcutta è per il 65% analfabeta, disoccupata e appartiene alle caste più basse.
Infatti in India vige ancora il sistema delle Caste con stridenti ingiustizie economico-sociali.
Le scuole, gli impieghi e tutte le opportunità di carriera sono negate a chi appartiene alle caste più basse che rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione.
L’obiettivo della Missione Calcutta è quello di aiutare i bambini, soprattutto quelli dei poveri braccianti analfabeti, a studiare nel
loro villaggio d’origine, affinché non siano costretti più tardi a spostarsi in città per mancanza di opportunità di lavoro dovute all’analfabetismo.
I bambini di famiglie indigenti che abitano in villaggi lontani vengono accolti negli Istituti come “studenti interni” mentre gli altri la sera possono tornare alle loro case. Facciamo presente che per salvare un bambino a Calcutta sono sufficienti 20 euro mensili, 20 euro che per noi Europei sono una cifra assolutamente irrisoria. Dopo queste premesse, riteniamo di aver fatto una buona cosa nel decidere di sostenere questa Missione, ed è nostra speranza riuscire ad aiutare nel tempo un numero sempre maggiore di questi bambini.
i bimbi che aiutiamo annualmente sono due:
Murmu Moika, nata 1 giugno 2014
la famiglia di questa bambina dispone di meno di un euro al giorno vivendo quindi al di sotto della linea di povertà. Di conseguenza, se non venisse aiutata dall’esterno, Moika non avrebbe nessuna chance di uscire,
un giorno, dal circolo vizioso della miseria in cui versano i suoi poveri genitori analfabeti. L’ostello di Balidanga, diretto dalle Suore di Sant’Anna
accoglie Moika per permetterle di frequentare la loro scuola e grazie al nostro aiuto può crescere sana mangiando a sufficienza, ricevere vestiario e cure in caso di malattia e sperare in un futuro diverso che solo l’istruzione può darle.
Murmu Sagar, nato il 29.4.2014 A proposito di Sagar, Padre Wilson ci scrive:
la madre si dà da fare come donna di fatica per riuscire a guadagnare a malapena ciò serve per sfamare suo figlio. Il padre purtroppo è deceduto.
La mamma è analfabeta e proprio per questo vuole garantire ai suoi figli la scolarizzazione ma, non avendone la possibilità economica, si è rivolta a noi in cerca di aiuto.
Sagar, visto il grande bisogno, è già stato accolto nel nostro istituto. Frequenta la scuola materna ed è molto volenteroso. Solo grazie all’adozione a distanza potrà frequentare la scuola in maniera costante e continuativa, mangiare a sufficienza tutti i giorni senza pesare sulle incerte entrate della famiglia e sperare in un futuro migliore.
12 gennaio 2010 ad Haiti ha inizio la devastazione causata da un terremoto con scosse di magnitudo 7.0 e con epicentro a 15 chilometri dalla città di Port-au-Prince, capitale dello stato caraibico di Haiti.
Le persone colpite dal sisma risulterebbero essere state più di 4 milioni, mentre i morti accertati sono stati più di 220.000. Non potevamo rimanere insensibili a questa catastrofe naturale che ha colpito così tanta gente, per cui tramite l’interessamento di suor Letizia, nostra compaesana missionaria in Equador, siamo venuti a conoscenza che ad Haiti operano in prima linea, nella tragedia del terremoto, i missionari camilliani che tra le altre cose, gestiscono l’ospedale pediatrico “Saint Camille” a Port-au-prince.
Abbiamo quindi provveduto a versare in due riprese 3.000,00 euro a questi padri missionari, che pur essendo una cifra modesta, ci hanno ringraziato per aver contribuito a sostenere queste popolazioni colpite dal sisma.
Oggi il nostro aiuto ad Haiti si concretizza, aiutando il “Foyer St. Camille” tramite due adozioni a distanza.
Questo sostegno ha comportato tra l’altro l’adozione tramite i missionari camilliani di:
I bimbi che aiutiamo attualmente sono:
Pelage Widelande nata il 22 .10. 2005 Frequenta la scuola elementare ”Mixte Saint Camille” e proviene da una famiglia che vive ancora in una tenda nel piccolo cortile della loro casa semidiroccata. Non hanno mai avuto la possibilità di ricostruirla Risiedono in una zona povera e periferica della capitale Fourgy . Pelage vive con il papà, due fratelli e la nonna paterna. La mamma è deceduta nel sisma del 2010. Il papà affitta una motocicletta e fa il tassista , la nonna aiuta facendo e vendendo dolci locali.
Pierre Jean Eddy Nato il 25/02/2008 vive con i genitori, tre fratelli e due sorelle in una baracca in affitto composta da due stanzette, fatta di mattoni grezzi e terra battuta e con il tetto in lamiera in una zona periferica e molto povera chiamata Sibert, situata non lontana dalla nostra missione. Il papà del bambino fa il muratore, ma raramente trova lavoro, la mamma vende arance e mango come ambulante in diversi mercatini rionali. La donna ogni mattina mette i frutti in una cesta che poi sistema sulla testa e cammina tutto il giorno per vendere la sua merce. Riescono a mangiare una volta al giorno, ma a volte con fatica.
Il nostro impegno in Perù si concretizza nell’adozione a distanza di bambini che si trovano in condizioni particolarmente difficili e che vivono a Huaycan, dove opera una missione di Padri Monfortani.
Dal 1997 la nostra associazione cerca di dare una mano almeno per sopperire alle carenze di carattere economico, inviando una volta l’anno una somma che viene distribuita mensilmente a questi bimbi, dopo aver verificato che le loro famiglie utilizzino con diligenza quanto ricevuto.
In questi anni abbiamo aiutato, adottandoli a distanza numerosi bimbi e tra gli altri ricordiamo con affetto:
Fengie Raquel Barrios Mendoza: nata l’8 dicembre 2010
Attualmente i nostri cuccioli sono:
Dayron Turpo Mamani : nato il 08 agosto 2009
Situazione familiare: Al momento la famiglia vive tutta insieme a mamma e papà, a casa sua il marito di Zósimo lavora come assistente edile, non ha un lavoro sicuro a volte quando il lavoro è finito deve cercare un altro lavoro come vendere dolci, o vomitare schiarite dalle case.
A causa della sua malattia, la madre non può andare a lavorare finché non si riprende, ha una paralisi alle braccia, è in cura con vesciche e ha 7 vesciche durante la settimana ed è per questo che non può lavorare a sostegno del marito, ne hanno 3 figli e una figlia. Ha terminato gli studi liceali e per via della pandemia non può andare né a studiare né a lavorare perché ancora non c’è niente. Situazione scolastica: Dayron è un ragazzo che si impegna negli studi e sta ottenendo buoni voti, soprattutto in matematica, è molto attivo e sostiene i suoi compagni, gli piace molto il calcio ma non può fare esercizio perché quando è nato aveva dei problemi il suo corpo è molto flessibile e può avere problemi di frattura e deve eseguire terapie acquatiche per sostenere le sue ossa ma a causa della mancanza di economia non è stato in grado di eseguire conosce la situazione della sua malattia e si prende cura di se stesso così come per non avere complicazioni non ho potuto fare molta attività deve stare molto attento.
Jeremy Gonzalo: nato il 26 agosto 2007 Jeremy soffre di autismo ed è nato da una violenza subita dalla madre. Frequenta una scuola specifica che lo possa aiutare nelle sue problematiche. Il fratello Esthefany di 9 anni, non è stato riconosciuto dal padre. Come se non bastasse la mamma di questi bimbi, signora Elisabeth, vive col fratello che ha problemi di alcolismo, in una zona ad alto rischio di violenza. Si guadagna da vivere sbucciando verdure.